Il mio Brain Training

Ho realizzato tramite il programma Iplozero il mio primo Brain Training…

Ecco i comandi fatti da me eseguire dalla mia amica tarta:

per uno

blocco :dim1 :dim1

a.destra :dim1

a.destra :dim2

fine

per cinque

ripeti 5 [uno]

fine

per dieci

cinque spazio cinque scendi

fine

per cento

ripeti 5 [dieci]

sotto :dim1

sotto :dim2

ripeti 5 [dieci]

fine

per spazio

a.destra :dim1

a.destra :dim2

fine

per scendi

sotto :dim1

sotto :dim2

saltax meno prodotto :dim3 11

fine

tarta.primo.piano

puliscischermo

sfondonero

pienoviola3

cominciaxy -250 300

arial 32 bianco

scritarta [Quanti quadretti vedi?]

cominciaxy -200 200

as “dim1 29

as “dim2 4

as “dim3 somma :dim1 :dim2

cento

sotto :dim1

sotto :dim2

sotto :dim2

as “risultato 100

astempo 0

as “risposta leggiparola

cominciaxy -250 -235

arial 28

verifica uguale? :risultato :risposta

se_vero [verde1 scritarta [è giusto!]]

se_falso [rosso1 scritarta [hai sbagliato!]]

saltay -30

scritarta (frase [Vediamo quanto ci hai messo…] (quoziente tempo 1000) “secondi)

Published in: on 19 gennaio 2010 at 13:24  Lascia un commento  

Il mio 128

Ho realizzato tramite il programma Iplozero il mio primo 128 con il metodo Bortolato.

Ecco i comandi da me fatti eseguire dalla mia amica tarta:

PER UNO
BLOCCO :D IM :D IM
SALTAX :D IM
SPAZIO
FINE

PER SPAZIO
SALTAX :SPAZIO
FINE

PER DUE
RIPETI 2 [UNO]
FINE

PER CINQUE
RIPETI 5 [UNO]
SPAZIO SPAZIO
FINE

PER DIECI
CINQUE CINQUE ACCAPO
FINE

PER SOTTO
SALTAY MENO :SPAZIO
SALTAY MENO :D IM
FINE

PER SOTTO2
SALTAY MENO :D IM
FINE

PER ACCAPO
COMINCIAX :MARGX
SOTTO
FINE

PER ACCAPO2
COMINCIAX :MARGX
SOTTO2
FINE

TA
AS “MARGX -150
COMINCIAXY :MARGX 200
AS “DIM 20
AS “SPAZIO PRODOTTO .2 :D IM
PIENOGIALLO1
DIECI
PIENOGIALLO2
DIECI
PIENOGIALLO3
DIECI
PIENOGIALLO4
DIECI
PIENOGIALLO5
DIECI
PIENOVERDE5
ACCAPO
DIECI
PIENOVERDE6
DIECI
PIENOVERDE7
DIECI
PIENOVERDE8
DIECI
PIENOBLU8
DIECI
PIENOBLU7
ACCAPO2
DIECI
PIENOBLU6
DIECI
PIENOBLU5
CINQUE
PIENOBLU4
DUE
UNO

Published in: on 19 gennaio 2010 at 13:19  Lascia un commento  

Ed eccomi alla fine: impressioni su questo mitico esame

Traguardo intermedio da raggiungere:  la pubblicazione di tutti i lavori svolti entro le 23:59 del 14-12 2009… Sembrava una data lontana ma allo stesso tempo difficile da rispettare ed invece eccomi qua con ben circa 6 ore di anticipo, a pubblicare il lavoro svolto durante questo corso di ”Matematiche elementari da un punto di vista superiore”.  Nonostante la diffidenza e lo scetticismo iniziale, con il tempo mi sono dovuta ricredere e posso ammettere che alcune attività mi hanno anche divertita. Ho avuto inoltre modo di rimettermi in contatto con persone che non vedevo da tempo e di svolgere alcune delle attività assegnate insieme ad alcune mie compagne/amiche di università. Infine, grazie a questo corso, con mia grande gioia, ho potuto, dopo un anno, riavvicinarmi alla matematica. Ora starò in attesa del traguardo finale: la valutazione del 21-12-2009!

Published in: on 14 dicembre 2009 at 16:39  Lascia un commento  

Ansia della matematica

Mi ha molto colpito, leggendo il libro “Noi e i numeri” il paragrafo che tratta dell’ansia della matematica; esso infatti riporta che un numero abbastanza elevato di ragazzi, la matematica può essere fonte di un tale disagio da poter determinare l’insorgenza di una vera e propria fobia. La matematica non è certo l’unica materia scolastica che può suscitare timore e antipatia, ma è certamente quella che induce tale sentimento con più frequenza. L’ansia della matematica è definita come una sensazione di tensione, apprensione o paura che interferisce con la prestazione in matematica, in individui peraltro competenti, la cui carriera scolastica viene fortemente influenzata da questa condizione. Lo studio dei disturbi dell’apprendimento ha messo in luce che le difficoltà in matematica possono insorgere molto precocemente, fin dal primo anno di scuola, quindi con ogni probabilità precedere lo sviluppo di ogni forma di ansia specifica. Per questi individui, la possibilità di sviluppare ansia per la matematica può essere solo un effetto e non la causa dei loro insuccessi. Frequentemente chi ne soffre identifica in particolari esperienza negative o imbarazzanti, quasi sempre nel contesto scolastico, l’origine dell’ansia. Recenti studi condotti in Inghilterra suggeriscono che i bambini in età scolare non associano alla matematica particolari sentimenti negativi e che i rari timori verso il mondo dei numeri non sembrano responsabili nè di fallimenti nella prestazione nè di percezioni distorte della propria autostima. I dati di ricerche mirate ai bambini di età inferiore ai 9 anni tendono a mostrare un’attitudine positiva verso la matematica che, non raramente a quest’età, può suscitare un vero e proprio divertimento. E’ indubbio però che con il passare del tempo si assista a un inesorabile declino di sentimenti positivi e al lento instaurarsi di paure e antipatie verso tutto ciò che ha a che fare con la matematica. Nasce così il fondato dubbio che forse la causa di ciò sia da trovare nel modo in cui la scuola propone questa materia.

Published in: on 14 dicembre 2009 at 15:55  Lascia un commento  

Il metodo Bortolato

Camillo Bortolato, autore del nostro libro di testo “Contare a mente”, dopo un analisi della rappresentazione dei numeri nella mente dei bambini, propone di favorire il calcolo mentale usando la rappresentazione “analogico-intuitiva”, sostiene cioè l’importanza dell’ordine nella rappresentazione dei numeri.

Con questa rappresentazione in Power Point ho cercato di riassumere le idee principali e fare un esempio di calcolo:

Metodo Bortolato

Published in: on 14 dicembre 2009 at 15:23  Lascia un commento  

La matematica da strada

Il termine matematica da strada indica le conoscenze matematiche sviluppate in modo naturale o spontaneo in contesti non scolastici. Analizzare il modo in cui i bambini avvicinano l’aritmetica elementare in età prescolare, prediligendo l’uso delle dita nello svolgimento dei calcoli, è un esempio di matematica informale. Recentemente questo ambito di ricerca ha beneficiato di numerosi studi, tra cui quelli di Terezinha Nunes tra la popolazione delle regioni costiere del Brasile. Ad esempio un bambino di 12 anni, che frequenta la terza elementare e che da tempo aiuta i genitori nella vendita di frutta al mercato, viene coinvolto in una transazione in cui un compratore chiede quanto costa una noce di cocco e lui risponde, 35; a questo punto il compratore ne compra 4 e chiede il totale. Il ragazzino risponde con il seguente ragionamento: “3 sarebbero 115, più 30 fa 135; un cocco è 35, quindi 140!” E’ evidente che il bambino, facendo ricorso a fatti già conosciuti e alle proprietà dell’addizione, ha dimostrato ottima padronanza delle conoscenze di calcolo indispensabili per il suo lavoro. Eppure quando successivamente gli fu richiesto di risolvere il calcolo 35×4 in un compito scritto a scuola la sua risposta fu: “4×5 è 20 e riporto 2, 2+3 è 5, 4×5 è 20, quindi 200 (risposta scritta). Lo stesso calcolo che era riuscito a svolgere senza esitazioni nel contesto a lui famigliare era stato sbagliato in modo grossolano se affrontato nel contesto di un problema scolastico. Un modo per interpretare questa dissonanza è tracciare una distinzione tra matematica orale e matematica scritta. La prima è privilegiata nella pratica quotidiana: la matematica da strada è soprattutto orale e conserva il significato delle quantità manipolate. La matematica scritta si basa sull’uso di procedure distanti dal significato dei simboli su cui operano, e per questo generalizzabili ma facilmente soggette a errore. Un grande vantaggio della matematica da strada è che il calcolo è sempre parte di una situazione reale e quindi induce il solutore a rappresentarsi il problema per trovare la strategia di calcolo adeguata. In assenza di insegnamento formale è possibile acquisire competenze matematiche adeguate e complesse e che, nonostante tali conoscenze derivino da precise situazioni reali, costituiscono una risorsa flessibile e generalizzabile. In ogni caso, proprio perché nelle situazioni quotidiane i calcoli sono sempre risolti in riferimento alle quantità manipolate, siano essi soldi, pesci o tavole di legno, le procedure o le strategie usate risultano sempre significative. In qualche modo il limite della matematica formale sembra proprio essere la sua distanza dalla realtà.

Published in: on 14 dicembre 2009 at 14:15  Lascia un commento  

Intervista alla maestra modello

Per questo lavoro ho scelto di intervistare la maestra Loredana, che oltre ad essere stata la mia maestra alle elementari, è anche la mia attuale tutor per il tirocinio. E’ stato davvero bello e interessante lavora con lei per questa attività. Se siete curiosi delle sue risposte cliccate sul seguente link:

Intervista alla maestra modello

Published in: on 14 dicembre 2009 at 13:40  Lascia un commento  

Intervista al genio della porta accanto

Come genio della porta accanto ho scelto Paolo, il figlio del mio maestro delle elementari. Non è la prima volta che ho avuto bisogno di lui per questioni inerenti alla matematica e lui è sempre stato molto disponibile; per questo lo ringrazio ed invito chi vuole a leggere questa intervista:

intervista genio della porta accanto

Published in: on 13 dicembre 2009 at 14:04  Lascia un commento  

Profilo di un grande matematico

Évariste Galois


Come grande matematico ho scelto la figura di EVARISTE GALOIS. Facendo alcune ricerche sulla sua biografia e leggendo il libro “L’equazione impossibile” di Mario Livio, mi sono affascinata alla sua storia e ho deciso di creare il suo profilo, nel modo più sintetico possibile.

PROFILO DI UN GRANDE MATEMATICO

Published in: on 13 dicembre 2009 at 13:54  Lascia un commento  

Un progetto di matematica differenziata DIMAT : UN’ESPERIENZA POSITIVA

Quando ho frequentato la classe terza elementare, cioè durante l’anno scolastico 1997-1998, ho avuto la fortuna di sperimentare un “nuovo” modo di fare la matematica. È stata un’esperienza veramente bella, entusiasmante ma soprattutto interessante e proficua. Prima di descrivere, basandomi sulla mia personale esperienza, questo progetto, inizio specificando cosa è il DIMAT. DIMAT è una concreta proposta per gli allievi di classe 3a, 4a e 5a della Scuola Primaria, che mira a favorire l’insegnamento-apprendimento differenziato in ambito matematico, rifacendosi ai principi educativi e ai contenuti disciplinari enunciati dai Programmi ufficiali per la scuola elementare. Tiene conto dei seguenti aspetti: diversità dei ritmi, possibilità e modalità d’apprendimento, strategie diverse di risoluzione dei compiti, gradi diversi d’autonomia, rapporti con i compagni e con il docente, esigenze e stile d’insegnamento dei docenti. DIMAT coinvolge i bambini a partire dalla terza elementare, poiché, per lavorare secondo le modalità proposte, occorre che l’allievo possieda alcune conoscenze ed alcune competenze di ordine matematico e linguistico che corrispondono agli obiettivi delle prime due classi della Scuola Primaria.
Riporto ora un articolo scritto da me e alcuni miei compagni, sempre durante la classe III elementare, relativo a questa esperienza affrontata per la prima volta.
“DIMAT significa DIf-ferenziare in MATematica. Si lavora su schede e non sul quaderno, così si è liberi di scegliere cosa fare. Ciò è molto importante perché ha permesso ad ognuno di noi di capire che cosa sappiamo fare e soprattutto di lavorare ognuno al proprio ritmo. Questa iniziativa prevede che all’inizio dell’anno si scelga una metafora, cioè un’immagine che ci permette di stabilire dei paragoni col lavoro che si farà durante il nostro percorso scolastico. Durante questi 3 anni abbiamo elaborato 3 metafore: il monte DIMAT, il castello DIMAT e infine Mombello DIMAT. Queste rappresentazioni ci aiutano ad imparare la matematica giocando e a scoprire le nostre reali capacità.
Materiali
Il lavoro si basa su 3 tipi di fogli: gialli, verdi e bianchi. I primi 2 sono di valutazione ( si eseguono da soli ) e sono sistemati in un raccoglitore blu ad anelli, personale; i fogli gialli sono di matematica, quelli verdi di geometria. I fogli bianchi, invece, sono di preparazione e trattano 21 argomenti di matematica e 13 di geometria. Questi si possono fare da soli, a coppie o addirittura in gruppi. Sia i fogli di valutazione, sia quelli di preparazione, sono divisi in 3 livelli: F (facile), M (medio), D (difficile), contornati da un quadratino che viene colorato, a secondo dei mesi, con colori diversi e solo se si è superato il livello. Da quest’anno il maestro ha inventato dei nuovi fogli: i FH (help), cioè fogli di aiuto che servono ad approfondire gli argomenti su cui si è incerti.
In classe c’è poi del materiale concreto che ci serve per misurare, pesare e travasare.
Laboratorio
Nelle ore di laboratorio tutta la classe è “in fermento”. Il maestro ci osserva e ci incoraggia durante il lavoro. E’ divertente perché è come un gioco: si riflette, ci si scambiano le idee, si collabora coi compagnie si spiega il lavoro a qualcuno che non ha ben capito.
Autovalutazione e autocorrezione
Durante tutto l’anno noi bambini possiamo autovalutarci nelle ore di laboratorio colorando la tabella di autovalutazione che deve essere continuamente aggior-nata da ogni alunno secondo il suo apprendimento. Interessante è poi l’autovaluta-zione intermedia che ci ha insegnato a riflettere sul nostro lavoro, sulle relazioni con i compagni e con il maestro e sul nostro modo di apprendere.
Dopo tre anni la maggior parte di noi ha imparato ad affrontare con più sicurezza i vari argomenti e a collaborare con tutti. Ma, soprattutto ognuno di noi ha capito cosa è in grado di fare.
Un’altra novità di DIMAT è l’autocorrezione: siamo noi che correggiamo i nostri lavori o quelli degli altri e così capiamo meglio i nostri sbagli e possiamo spiegarci a vicenda gli errori.
Il ruolo del maestro
Il ruolo del maestro è quello di osservare il lavoro dei suoi scolari e stimolarli alla discussione per arrivare alla comprensione dei vari argomenti!”
Ecco questo è un breve resoconto della nuova e bellissima esperienza che ho affrontato a partire dalla terza elementare fino alla quinta…

Published in: on 12 dicembre 2009 at 10:29  Lascia un commento