La matematica da strada

Il termine matematica da strada indica le conoscenze matematiche sviluppate in modo naturale o spontaneo in contesti non scolastici. Analizzare il modo in cui i bambini avvicinano l’aritmetica elementare in età prescolare, prediligendo l’uso delle dita nello svolgimento dei calcoli, è un esempio di matematica informale. Recentemente questo ambito di ricerca ha beneficiato di numerosi studi, tra cui quelli di Terezinha Nunes tra la popolazione delle regioni costiere del Brasile. Ad esempio un bambino di 12 anni, che frequenta la terza elementare e che da tempo aiuta i genitori nella vendita di frutta al mercato, viene coinvolto in una transazione in cui un compratore chiede quanto costa una noce di cocco e lui risponde, 35; a questo punto il compratore ne compra 4 e chiede il totale. Il ragazzino risponde con il seguente ragionamento: “3 sarebbero 115, più 30 fa 135; un cocco è 35, quindi 140!” E’ evidente che il bambino, facendo ricorso a fatti già conosciuti e alle proprietà dell’addizione, ha dimostrato ottima padronanza delle conoscenze di calcolo indispensabili per il suo lavoro. Eppure quando successivamente gli fu richiesto di risolvere il calcolo 35×4 in un compito scritto a scuola la sua risposta fu: “4×5 è 20 e riporto 2, 2+3 è 5, 4×5 è 20, quindi 200 (risposta scritta). Lo stesso calcolo che era riuscito a svolgere senza esitazioni nel contesto a lui famigliare era stato sbagliato in modo grossolano se affrontato nel contesto di un problema scolastico. Un modo per interpretare questa dissonanza è tracciare una distinzione tra matematica orale e matematica scritta. La prima è privilegiata nella pratica quotidiana: la matematica da strada è soprattutto orale e conserva il significato delle quantità manipolate. La matematica scritta si basa sull’uso di procedure distanti dal significato dei simboli su cui operano, e per questo generalizzabili ma facilmente soggette a errore. Un grande vantaggio della matematica da strada è che il calcolo è sempre parte di una situazione reale e quindi induce il solutore a rappresentarsi il problema per trovare la strategia di calcolo adeguata. In assenza di insegnamento formale è possibile acquisire competenze matematiche adeguate e complesse e che, nonostante tali conoscenze derivino da precise situazioni reali, costituiscono una risorsa flessibile e generalizzabile. In ogni caso, proprio perché nelle situazioni quotidiane i calcoli sono sempre risolti in riferimento alle quantità manipolate, siano essi soldi, pesci o tavole di legno, le procedure o le strategie usate risultano sempre significative. In qualche modo il limite della matematica formale sembra proprio essere la sua distanza dalla realtà.

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Published in: on 14 dicembre 2009 at 14:15  Lascia un commento  

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